![]() |
Me so desdàt in paradìs
(Può essere cosiderato il
seguito di "Ci son cascato come un pollo")
Leggi il commento sul Giornale di Roma
| 9 personaggi | |
| 5 maschili | 4 femminili |
Lo spettacolo descrive con delicatezza
e humour la vita quotidiana delle persone "troppo grandi".
Dedicato a
tutti gli anziani che vengono "parcheggiati" (o che scelgono autonomamente
di andare a vivere) nelle cosiddette
«case di riposo» offrendo importanti spunti di riflessione sugli
atteggiamenti di emarginazione messi in campo dalla società e, spesso,
dalle stesse famiglie, nei confronti dei più deboli.
Un ambiente grigio,
ripetitivo, costrittivo, monotono: rosario, tombola, televisione; dove
tutto è vissuto all’insegna dell’obbligatorietà: quando mangiare, quando
dormire, come e quando svagarsi, tutto rigorosamente incastonato
all’interno di regole, modi e tempi già prefissati, prestabiliti.
Un
vivere passivo e non da artefici della propria esistenza. In una Casa di
Riposo per anziani i compagni del Nando, stanchi delle sue trovate ai loro
danni, gli organizzano uno scherzo.
Dopo una sbronza solenne si risveglia,
o crede di risvegliarsi, in Paradiso dove troverà a giudicarlo, con San
Pietro, i suoi stessi amici